Hollywood in Toto: Chi È L’uomo Dietro La Trasformazione Di Travolta In Dapper Don

MATTEO PERIN HA AIUTATO L’ATTORE A VESTIRE I PANNI DI UNO DEI MAFIOSI PIÙ NOTI ED ELEGANTI DELLA STORIA DI NEW YORK.

John Travolta comprende bene il significato dell’espressione “vestire i panni”.

Ricordate il leggendario completo bianco indossato in La febbre del sabato sera? E il completo nero di Pulp Fiction?

Entrambi sono passati alla storia cinematografica.

Oggi Travolta si è affidato allo stilista italiano Matteo Perin. I due collaborano sia per lo schermo che per la vita privata, per curare lo stile unico e originale dell’attore. Di recente, Perin e Travolta hanno collaborato per Gotti, film di prossima uscita che vede anche la partecipazione della moglie di Travolta, Kelly Preston, e che racconta la storia di un gangster conosciuto per la sua ferocia, ma anche per l’impeccabile senso dell’eleganza.

HiT ha chiesto a Perin cosa si provi a collaborare con una superstar del calibro di Travolta per assicurarne lo stile più appropriato.

HiT: Hai già portato a termine diversi progetti insieme a John Travolta… Nel tuo lavoro ti trovi spesso a svolgere incarichi così lunghi, oppure lavori più che altro su commissione?

Perin: Direi entrambe le cose. Collaboro con John Travolta ormai da qualche anno, curando il suo guardaroba privato. Inoltre, ho realizzato i suoi abiti di scena per gli ultimi due film, Gotti e Cigarette. È un lavoro per me molto interessante, sia che si tratti di una produzione cinematografica che del suo guardaroba privato. Il più delle volte mi occupo direttamente dei clienti, seguendo le loro esigenze personali.

HiT: Quando lavori per la prima volta per un cliente come John Travolta, come fai a capire qual è il risultato che desidera ottenere? Puoi dirci in che modo le discussioni iniziali definiscono la tua strategia generale? Ci sono dei temi comuni che esplori in questa fase?

Perin: I miei clienti sono tutti molto diversi tra loro. Mi piace imparare a conoscerli, passare del tempo insieme, osservarli nel loro ambiente. In questo modo ottengo la prospettiva migliore da cui partire per definire il look e i dettagli di ciascun capo.

Naturalmente faccio tantissime domande ai miei clienti. Mi piace molto ascoltarli e lasciarli parlare. Quando le persone parlano liberamente, senza rendersene conto mi danno indizi su se stessi, sul proprio stile di vita, su ciò che gli piace e non gli piace, su come si sentono in generale.

HiT: Che tipo di ricerca svolgi per un nuovo cliente? Quali fattori prendi in considerazione quando inizi una collaborazione?

Perin: La maggior parte dei clienti arriva da me tramite passaparola. Dato il tipo di clientela con cui lavoro e il livello di riservatezza richiesto, preferisco il passaparola fra amici o colleghi. Questo crea da subito un rapporto di fiducia tra le parti.

L’aspetto che tengo maggiormente in considerazione è che il cliente apprezzi realmente il tipo di servizio che gli offro. Non parlo della scatola nella quale recapiterò l’abito. Io propongo un servizio davvero unico e personalizzato, mettendo a disposizione un’esperienza e competenze maturate nei molti anni trascorsi nel mondo del design.

Ogni prodotto che creo è esclusivo, perciò per me è importante che la persona che mi contatta capisca che il percorso che faremo insieme è unico, superiore a qualsiasi altro marchio di lusso.

HiT: John Travolta ha alle spalle decenni di carriera. Gli attori più bravi hanno un’ottima percezione delle proprie capacità e della propria immagine. Questa consapevolezza ti aiuta durante il processo collaborativo? Come descriveresti il senso estetico di Travolta?

Perin: John ha un elevato senso estetico. Gli piace giocare con i look e sa come abbinare capi di periodi diversi, cosa che trovo molto affascinante. Mi sembra che questa sua capacità aiuti a livello collaborativo. Abbiamo già realizzato alcune creazioni insieme seguendo questo metodo: utilizzo tutti gli input che mi dà.

HiT: Puoi farci un esempio dei commenti che hai ricevuto da John Travolta mentre lavoravate ai costumi di Gotti?

Perin: Gli sono piaciuti molto i costumi che ho creato per il film, i tessuti che ho usato e i colori. Per le riprese avevamo disegnato un doppiopetto e in seguito Travolta ha deciso che ne voleva un paio anche per il suo guardaroba personale. Mi ha fatto molto piacere, perché era un’idea che caldeggiavo.

HiT: Ultimamente ti sei cimentato in alcune produzioni hollywoodiane. Ti piacerebbe continuare a lavorare in questo settore? Il lavoro dietro le quinte ti ha sorpreso in qualche modo?

Perin: È stato molto interessante e mi sento davvero fortunato. Mi piacerebbe molto continuare su questa strada. Mi piacerebbe in particolare realizzare l’intero guardaroba di scena di una produzione cinematografica, naturalmente avendo a disposizione il tempo necessario. Quello che ho notato finora è che il processo di produzione di un film risulta molto rapido, dalla scelta degli abiti da usare al momento in cui servono. È stato faticoso, ma per fortuna sono sempre riuscito a consegnare in tempo. LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO QUI

Rick Krusky