L'Arena: Matteo, lo stilista veronese che veste John Travolta

Ha lasciato la scuola dopo la terza media, dando libero sfogo alla sua creatività che l’ha portato in giro per tutto il mondo. Tornato in Italia, cercando lavoro gli dicevano che con quel diploma non ne avrebbe trovato.

Ora veste John Travolta, non solo nella vita mondana, ma anche sul set cinematografico. È Matteo Perin, 34 anni, di Lugagnano di Sona, stilista che si definisce un «designer della vita delle persone, dal guardaroba allo stile», e ne disegna, appunto, abiti, gioielli, borse, sciarpe, accessori di lusso, rigorosamente adattati alle necessità, ai luoghi che devono frequentare, al tipo di viaggio che devono fare.

  Lo stilista Matteo Perin con John Travolta FOTO THORSTEN VON OVERGAARD

Lo stilista Matteo Perin con John Travolta FOTO THORSTEN VON OVERGAARD

Dal suo estro creativo sono usciti gli abiti che Travolta indossa nel film «Gotti», del regista Kevin Connolly sul mafioso italoamericano John Gotti (1940-2002) noto per la sua eleganza, e anche quelli che l’attore indosserà nelle serate di gala. «Travolta è una persona speciale; a lui tengo molto. Lavoriamo insieme da cinque anni, quindi ne conosco i gusti e riesco a sbizzarrirmi sulle creazioni», racconta Perin. «Ma ogni volta è diverso: ora servono molti smoking per gli eventi. Per il film ho dovuto, invece, rapportarmi con il regista e basarmi sulla vita di Gotti. Con noi c’era anche il figlio». Quest’ultimo ha portato sul set una cravatta originale del padre, sfondo nero con un motivo colorato di moda negli anni Settanta, che Travolta ha indossato su un completo di Perin.

TI PRESENTO TONY MANERO. L’incontro con l’attore americano è avvenuto per passaparola «come per il 99 per cento dei miei clienti». «Una persona mi disse: devo presentarti qualcuno. Era Travolta, ed è stato emozionante. Sono cresciuto guardandolo in televisione... “La febbre del sabato sera“, “Grease“, “Stayin’ Alive“...», continua Perin che non indugia però su particolari dei clienti: un atto di riservatezza e fedeltà ai rapporti che stringe e che non esulano mai dal rapporto personale, ingrediente necessario per questo mestiere. «Ho lavorato con molte persone famose in tutto il mondo. Tutto sta nel capire quali abiti stiano loro meglio e cos’hanno in mente. Lo scopo è vestirli nel miglior modo possibile e che si sentano bene». Ora ride delle porte chiuse in faccia («Allora non lo facevo») quando si presentava in Italia con il solo diploma delle medie. E al suo Paese rende un grande omaggio: «Non sono sarto, quindi mi avvalgo di artigiani tutti italiani, perlopiù veneti».

DOV’È CASA. C’è un paese nel quale torna sempre, dopo aver girato il mondo: Lugagnano. Qui vive con la moglie, Lisa Zoccatelli, e i bambini di 5 e 6 anni. «È la mia oasi, la mia salvezza. Crescendo a Verona tra colline, lago, montagne e Dolomiti, non trovo altrove tutta questa meraviglia». Il mondo fuori dalla provincia veronese diventa «come un cinema: vedi città bellissime e incontri personaggi, ma è a Verona che c’è la mia vita». Dei clienti apprezza la semplicità: «Molti sono divi, ma quando sono con loro si rivelano persone belle, sincere, oneste, umane». Come Travolta che di recente a Roma, a cena al Waldorf Astoria, a tavola con la famiglia di Perin, faceva giochi di prestigio per i bimbi dello stilista. Prossimo appuntamento per Perin, venerdì sera per la serata di gala del Festival della Commedia di Montecarlo, ideato e presieduto dal comico e attore Ezio Greggio: oltre a vestire la moglie, lo stilista firma l’abito dell’attrice Gioia Libardoni in “Finding Steve McQueen“, dark comedy diretta dal regista Mark Steven Johnson... CONTINUA A LEGGERE

Rick Krusky